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La storia del Campanile di San Marco

Più di mille anni in una torre sola: faro per i naviganti, orologio della Serenissima, simbolo di Venezia. E poi il crollo del 1902 e la promessa mantenuta: «dov'era e com'era».

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Le origini

Un faro nato dall'acqua (IX–X secolo)

La storia del Campanile comincia con un problema pratico: come orientarsi in una laguna piatta e nebbiosa. Intorno all'888 d.C., sotto il doge Pietro Tribuno, Venezia avviò la costruzione di una torre di avvistamento sulle fondamenta — si dice — di antiche strutture romane. Doveva servire da punto di riferimento per chi arrivava dal mare e da vedetta per la città.

I lavori procedettero per secoli, com'era normale per le grandi fabbriche medievali. Le fondazioni furono completate nei primi decenni del X secolo, ma la torre prese forma lentamente, cantiere dopo cantiere, doge dopo doge.

Dalla vedetta al campanile (XII secolo)

A metà del XII secolo la torre venne innalzata fino a circa 60 metri sotto il doge Domenico Morosini. Poco dopo, tra il 1156 e il 1172, furono costruite la cella campanaria e la parte superiore, attribuite a maestranze guidate da Niccolò Barattieri — lo stesso ingegnere legato alle celebri colonne di Piazzetta San Marco.

Da quel momento la torre non fu più solo un faro: divenne il campanile della basilica e, di fatto, l'orologio sonoro della Repubblica. Le sue campane regolavano la giornata di tutti, dai senatori agli artigiani.

Il Campanile di San Marco accanto alla Basilica in Piazza San Marco a Venezia
Il Campanile e la Basilica: da secoli il cuore visivo e sonoro di Venezia.

Il volto rinascimentale e l'angelo (XVI secolo)

All'inizio del Cinquecento il Campanile assunse l'aspetto che conosciamo oggi. Dopo i danni di fulmini e terremoti, la sommità fu rinnovata con la cella in pietra bianca, il dado decorato e la cuspide piramidale. Nel 1513 venne collocata in cima la statua dell'arcangelo Gabriele, rivestita d'oro e capace di girare col vento.

Ai piedi della torre, tra il 1538 e il 1546, Jacopo Sansovino realizzò la raffinata Loggetta in marmo, un piccolo gioiello rinascimentale che faceva da ritrovo ai nobili. Nel 1776 la torre fu dotata di un parafulmine, tra i primi in Italia, per proteggerla dai fulmini che l'avevano già colpita più volte.

14 luglio 1902: il crollo

La mattina del 14 luglio 1902, dopo giorni in cui si erano notate crepe preoccupanti, il Campanile crollò su sé stesso. Fu un collasso quasi «gentile»: la torre si accartocciò in un cumulo di mattoni senza travolgere la Basilica, che riportò danni minimi. Soprattutto, non ci furono vittime tra le persone. L'unica vittima, raccontano le cronache, fu il gatto del custode.

Si salvò anche la Marangona, la campana maggiore, recuperata intatta tra le macerie. La Loggetta del Sansovino, schiacciata dal crollo, fu poi pazientemente ricomposta pezzo per pezzo.

La scena del crollo: in pochi secondi, l'edificio più alto di Venezia si trasformò in una collina di detriti al centro della Piazza. La città, sotto shock, prese una decisione immediata e quasi unanime.

«Dov'era e com'era»: la ricostruzione

La sera stessa del crollo, il consiglio comunale deliberò di ricostruire il Campanile «dov'era e com'era»: nello stesso punto e con lo stesso aspetto. Era una dichiarazione d'amore per un simbolo, ma anche una scelta tecnica coraggiosa.

La nuova torre fu costruita con criteri moderni — fondazioni rinforzate, struttura interna alleggerita — ma fedele alla forma rinascimentale. I lavori durarono dieci anni. Il Campanile rinacque e fu inaugurato il 25 aprile 1912, giorno di San Marco, esattamente mille anni dopo la posa delle fondazioni originarie.

Riflessione personale: trovo che la storia del «dov'era e com'era» dica molto di Venezia. Una città che, invece di costruire qualcosa di nuovo, scelse di rifare identico ciò che aveva perso. È lo stesso spirito con cui ancora oggi protegge le sue pietre.

Cronologia essenziale

AnnoEvento
~888Inizio della torre di avvistamento sotto il doge Pietro Tribuno.
X sec.Completamento delle fondazioni.
1148–1156La torre raggiunge circa 60 metri.
1156–1172Costruzione della cella campanaria (Niccolò Barattieri).
1513Collocazione della statua dorata dell'arcangelo Gabriele.
1538–1546Sansovino realizza la Loggetta alla base.
1776Installazione del parafulmine.
14 luglio 1902Crollo del Campanile, senza vittime.
25 aprile 1912Inaugurazione della torre ricostruita.
1932Installazione dell'ascensore.

Il Campanile oggi

Dal 1912 la torre domina di nuovo la Piazza, identica nell'aspetto ma più sicura nelle ossa. L'ascensore installato nel 1932 la rese accessibile a tutti, trasformandola da campanile a belvedere di massa. Oggi è uno dei luoghi più visitati di Venezia e, per molti, la prima tappa per capire la geografia della città.

Conoscere la sua storia cambia la salita: quando arrivi in cima e vedi la Marangona, sai che quella campana ha suonato per la Repubblica, è sopravvissuta a un crollo ed è tornata al suo posto. Per i numeri e la struttura, vai alla pagina altezza e dati; per organizzare la visita, vedi orari e prezzi.

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La redazione
Guida indipendente a Venezia

«Racconto sempre il crollo del 1902 prima di far salire qualcuno. Sapere che la torre che stai per salire è una ricostruzione fedele, e non l'originale millenario, rende l'esperienza più intensa, non meno.»

Domande frequenti

Storia: dubbi comuni

Quando è crollato il Campanile?
Il 14 luglio 1902. La torre si accartocciò su sé stessa senza causare vittime tra le persone e con danni minimi alla Basilica. Fu ricostruita e inaugurata il 25 aprile 1912.
Il Campanile di oggi è l'originale?
No. La torre attuale è la ricostruzione del 1912, fedele all'aspetto rinascimentale precedente al crollo. Le origini del primo campanile risalgono però al IX secolo.
Perché crollò?
Per il cedimento della struttura, indebolita nei secoli da fulmini, terremoti, incendi e interventi successivi. Nei giorni precedenti erano comparse crepe che annunciarono il collasso.
Chi costruì la Loggetta alla base?
Jacopo Sansovino, tra il 1538 e il 1546. Distrutta dal crollo del 1902, fu ricomposta con i materiali originali recuperati tra le macerie.

Sali sulla torre che Venezia ha voluto due volte

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